Salerno come Sheraton e Napoli Calcio, ma non come Salerno
Si è subito moltiplicata in rete la perplessità (e spesso l'indignazione) legata al nuovo logo della città di Salerno, ideato (perchè incaricato, e che incarico!!!) dal celebre designer Massimo Vignelli e presentato nel novembre del 2011 alla presenza del primo cittadino salernitano, Vincenzo De Luca, primo sostenitore del progetto e del risultato.
Ora, al di là della facile polemica legata all'importo dell'incarico affidato a Vignelli (200.000 euro) che, a onor del vero, prevedeva anche il restyiling del marchio istituzionale della città, il primo, vero, problema sta nel risultato: come ho letto in più interventi in rete, infatti, un marchio (brand) territoriale deve far risaltare gli elementi salienti del territorio stesso o, quanto meno, esserne rappresentativo.
E allora, cosa vi fa venire in mente questo logo?
A me, senza dubbio, il mare e il cielo. Poi, per rimando, una nota catena alberghiera americana, una squadra di calcio partenopea, quindi un ippocacampo. Ora, nell'intento di Vignelli c'era proprio la volontà di far risaltare almeno 3 dei 5 elementi che mi sono saliti alla mente. Certo lui non intendeva la catena albergiera...
...e neanche la squadra partenopea...
... ma il mare, il cielo e l'ippocampo, questo sì.
Già, peccato che pensando a località di mare, in cui è possibile scorgere gli ippocampi (o cavallucci marini) grazie al riflesso di un cielo sereno me ne vengano in mente a migliaia. E tra queste, non necessariamente Salerno.
Non voglio dilungarmi, dico solo che ci si poteva spremere un pò più le meningi, o no?
In quanto all'impianto grafico del logo, infine, pur essendo un sostenitore del minimal, in questo caso ritengo che si sia esagerato. Un cerchio blu e una S in Bodoni (font).
Poco rappresentativo, banale e, soprattutto, camaleontico (ovvero adattibile a qualunque destinazione/oggetto/azienda e, al tempo stesso, difficilmente individuabile tra le maree di loghi nello sfondo della competizione turistica).



è vero, forse Massimo Vignelli non si è proprio spremuto le meningi per disegnare questo logo fin troppo essenziale ma bisognava aspettarselo da un minimalista ad oltranza.
RispondiEliminaLe critiche dei cittadini sul costo dell'operazione sono al dir poco provinciali: 290mila euro per 3 ore di concerto di capodanno della Nannini non stupiscono nessuno...200mila euro ammortizzabili in 10 anni si.
L'Ippocampo è il simbolo della Salernitana, la squadra di calcio, e il sindaco ha fornito a Vignelli questo dettaglio.
Detto ciò....è vero, il brand è camaleontico e generico ma perchè troppo generici sono stati gli elementi forniti per ispirarsi. Rimane comunque una operazione che, per quanto discutibile, prende forma in una reatà comunale che da anni ha come obiettivo l'internazionalizzazione e punta, per quanto possibile, sull'eccellenza nella realizzazione di opere ed eventi, cercando di rompere con un passato caratterizzato, soprattutto al meridione, da una totale mancanza di programmi di sviluppo di lungo periodo.
Bhè io credo che il sindaco de luca voglia rompere con al vecchia immagine di Salerno e rimodernizzarla. Forse per questo ha creato uno stemma + simile al gagliardetto partenopeo :) (fabio comella, guida turistica regione Campania)
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