martedì 29 novembre 2011

Cosa non fare #1

Ah, l'amata Italia!
Iniziamo forse dal più tragico esempio di worst practice che, purtroppo, ci riguarda da vicino.
Ne hanno già parlato Rizzo e Stella nel loro recente libro-indagine "Vandali", tutto incentrato sugli sperperi e i danni causati da chi negli anni ha guidato le politiche di sviluppo turistico del nostro Bel Paese.
Il sito Italia.it, un investimento che grida vendetta, è forse il migliore esempio di peggiore promozione turistica che si poteva immaginare. Amatoriale, asettico, banale, complesso, didascalico, elefantiaco, inutile, invisibile.... l'elenco degli attributi potrebbe andare avanti all'infinito. E' un elenco mio, ma condiviso da tanti, più o meno esperti, che hanno avuto modo di apprezzare lo sforzo che nel 2010 ha prodotto questo scempio.
Cominciamo dal logo Italia (che meriterebbe un capitolo a se).

Quanti di noi avrebbero potuto immaginare qualcosa di più accattivante? Mio nipote (classe 2009) tra un paio d'anni saprà replicarlo alla perfezione: è sufficiente creare un file word, selezionare il font "impact" e digitare in maiuscolo le 6 lettere che compongono la parola Italia. Quello schizzo di tricolore, poi, è facilmente disegnabile con Paint, programma di grafica avanzata presente di default in tutti i sistemi operativi a partire dal 1998. Insomma, l'agenzia di comunicazione che l'ha progettato (maligni dicono che sia nato per mano di un pool di esperti capitanati dal Cav. B durante un volo Roma-Alghero, e non si fa fatica a crederlo...) ha meritato ogni centesimo dell'aureo compenso ottenuto.
Passiamo alla struttura del sito. Se osservate le immagini in testata vi renderete conto dell'assenza totale di figure umane. I casi sono due: o il fotografo incaricato ha eseguito gli scatti all'alba, quando ancora tutta la popolazione di residenti e turisti chiacchierava con Orfeo, o hanno preso a piene mani dall'archivio fotografo de "L'Intervallo", nota rubrica televisiva Rai degli anni '80 di connessione tra un programma e un altro.
Eppure tutti i massimi esperti di comunicazione affermano che per promuovere il turismo occorra mostrare gente che si diverte, che apprezza, che si emozione. Ma se ci fate caso, anche navigando tra le (tante) pagine del sito, mai che si incontri qualcuno.....bah...
Molte fotografie, poi, ripropongono beni culturali con i battenti rigorosamente chiusi, come a dire (siamo il paese della cultura, e ce la teniamo stretta....tsè).
Non mi dilungo sulle diverse sezioni (con testi da far sfigurare Tolstoj), ma se arriviamo al fondo dell'home page possiamo apprezzare l'elenco delle diverse regioni della nostra penisola. Mio nipote, tra un paio d'anni, potrà studiare la geografia italiana direttamente da questo sito....ma siamo sicuri che i turisti abbiano studiato la nostra geografia? Io non conosco i nomi di tutte le regioni (federazioni) tedesche. Tanto meno dei distretti giapponesi. Mi ricordo al massimo i nomi di una ventina di stati americani, ciascuno grande almeno quanto l'Italia. Insomma, siccome siamo il paese più bello del mondo, ci aspettiamo che tutti ci conoscano....

Sarebbe ancora lungo l'elenco delle nefandezze di questo portale, ma il modo migliore per poterlo apprezzare in tutta la sua inutilità è proprio visitarlo. Vi accorgerete che mancano molte traduzioni in lingua tedesca, che la musica che accompagna i video promozionali delle diverse regioni (ancora???) si rifà a brani di compositori tedeschi, austriaci, polacchi...come se in Italia non vi fossero compositori piuttosto noti....

Vi lascio con lo spezzone dell'intervista a Stella e Rizzo da cui ho in parte preso ispirazione, invitandovi a leggere il loro saggio "Vandali", davvero illuminante.



Segnalo infine l'ennesima denuncia al "magico" portale: MagicItaly

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