Oggi è il tempo in cui i padroni di questo paese quel senso patriottico lo sbeffeggiano, usandolo a proprio uso e consumo.
E così una giovane fanciulla si toglie scarpe e cappello (ma non lo zaino, perchè mai?) e si arrampica sull'asta della bandiera per raggiungere il tricolore e liberarlo al vento dei giorni nostri (aria di tempesta?), chiamando a raccolta gli italiani per rimpinguare le casse della banca italiana nel mondo (che a sua volta, coi suoi cugini banchieri italiani sino al midollo, non perde tempo a ridurre il credito a favore di aziende e privati, in una corsa al salasso che cresce ogni giorno di più).
E così il saper fare italiano (dai maccheroni al caffè, mica i classici clichè) permette di realizzare la mai vecchia Panda polacca (che quando fa comodo è italianissima, come il Papa), tributando (ancora????) tutto il merito alla siderurgia, all'ingegno, alla creatività e al sudore degli operai di Pomigliano (notare lo zoom su indicazione stradale italianissima!) che stanno per cedere il passo (e il lavoro) ai figli dei prozii emigrati in America.
Tre spot che in questi giorni invitano gli italiani - evidentemente considerati un gruppo di beoti che prende per buono tutto ciò che vede in tv e che non si accorge di ciò che gli capita attorno (sì sì) - a riconsiderare lo spirito patriottico per dare una mano alle "eccellenze" "italiane".
Che c'azzecca tutto ciò con questo blog?
Il fatto è che l'impostazione di questi spot, ahimè, sarebbe azzeccatissima per una campagna di comunicazione turistica sul Bel Paese....ok, forse è esagerato il superlativo, ma di certo tocca punti e corde adeguate a quel che servirebbe al Bel Paese per promuoversi nel mondo...
L'essenza dello spirito italiano, le radici che affondano nel saper fare, il senso della tradizione, dovrebbero essere alla base dello stile comunicativo del brand Italia, prima ancora dei bei paesaggi, dei monumenti che c'abbiamo solo noi, del mare azzurro come in Grecia o del sole caldo come in Spagna.
Insomma, prima ancora del patrimonio che i nostri figli ci hanno dato in prestito (cit.), dovremmo riscoprire (e comunicare) il senso di essere italiani. E' questo che il turista oggi ricerca. Di più. E' questo che il turista da noi si aspetta....
Ok, forse prima di comunicarlo dovremmo lavorare ancora un pò sul sentirci innanzitutto noi Italiani (nel senso più profondo e genuino del termine), ma dovrebbe essere questa, a mio avviso, la strada da percorrere.
Se Unicredit, Rai e Fiat ce la menano - nonostante tutto!!! - con il senso di essere italiani, perchè il Paese tutto non dovrebbe (a ragion d'essere) comunicare al mondo che "c'è più gusto ad essere italiani"?
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