giovedì 22 dicembre 2011

Mettiamo in rete le esigenze e troviamo soluzioni comuni

Stralcio del mio intervento in occasione del convegno "Turismo e Cultura in Langhe e Roero: scenari attuali, prospettive di sviluppo e strumenti a supporto degli enti" - Alba, 16 dicembre 2011

"...Come molti di voi sapranno, Ideazione da anni lavora nel campo del turismo e della cultura: in questo territorio abbiamo avuto la possibilità di sviluppare un’esperienza che ci ha portato a lavorare anche in altre regioni italiane.
Ma ovunque ci troviamo a lavorare in Italia, troviamo sempre di fronte a due problemi, comuni a tutti i territori:
  1. una è la scarsità di risorse economiche: sono sempre meno – e tutto fa pensare che la situazione non migliorerà in tempi brevi
  2. la seconda è la difficoltà di ragionare in termini di “rete” e di sistema.
E allora questa mattina vorremmo provare, tutti insieme, a ragionare su questi problemi e a rispondere a due domande:
  1. la prima: come possiamo accedere e come possiamo utilizzare al meglio i contributi della comunità europea?
  2. La seconda: cosa dobbiamo fare per operare davvero come sistema turistico, come si fa a lavorare davvero “in rete”?
Dobbiamo rispondere a queste domande perché, proprio per la mancanza di risorse, è necessario che il territorio impari a lavorare insieme, proprio per ottimizzare le risorse scarse che ha a disposizione.
Sono finiti gli anni in cui piovevano risorse pubbliche sul territorio. Ora tocca fare da noi.
Insomma questo è il momento di serrare le fila e, con le poche risorse a disposizione, fare azioni efficaci e condivise.

Vorrei insistere ancora un momento sulla questione della “rete”. Lo so: è una parola che da anni si ripete, ormai è quasi un “modo di dire”. Ma secondo me è il momento di smettere di parlarne e di farla.
Ciascuno di noi ha un ruolo fondamentale per il successo della destinazione: in quello che facciamo quotidianamente (e penso in particolare agli operatori privati) sta la soddisfazione (o l’insoddisfazione) dei nostri turisti.
Ma le possibilità di successo si moltiplicano se si segue un disegno comune, che guarda ad esempio agli stessi mercati o ai medesimi prodotti che si stanno sviluppando. Se ognuno si muovesse per suo conto, non solo farebbe il danno turistico della destinazione, ma vi sarebbe un enorme e inutile dispendio di risorse economiche."

.......

"...parlare di bandi europei vuole anche dire parlare di “sistema”, di territorio nel suo complesso.
Perché l’Unione Europea da sempre chiede condivisione sul territorio nella progettualità che si propone. Da sempre richiede una stretta relazione tra pubblico e privato.

L’Italia è tra i principali richiedenti di risorse comunitarie: in ambito turistico e culturale supera di gran lunga tutti gli altri paesi dell’Unione.
Ma sapete qual è la critica che avanza l’Unione Europea alle richieste italiane? “Manca una visione strategica condivisa”.
Ecco il punto focale della discussione: il nostro territorio ha enormi opportunità da cogliere rispetto alla programmazione europea, ha tutte le carte in regola per poter ottenere i finanziamenti. Ma solo presentandoci come territorio omogeneo. Solo: appunto: con una visione strategica condivisa.


Ma l’Unione Europea chiede sempre anche un’altra cosa: la sostenibilità ambientale. Per tutti i progetti, ma soprattutto per quelli turistici e culturali, si richiede sempre una marcata attenzione ai temi ambientali.
Ora: nelle Langhe stiamo facendo scelte importanti in questa direzione. Su tutte la candidatura UNESCO, da sempre veicolo di immagine e, soprattutto, strumento per sviluppare con buon senso il territorio.
Ma ovviamente i vincoli posti dall’UNESCO non soddisfano sempre le esigenze di enti e territori. Non sto qui a ripercorrere le tante polemiche che hanno accompagnato il lungo e difficile iter di candidatura all’UNESCO. A Ideazione le conosciamo bene, visto che abbiamo seguito il progetto fin dall’inizio.
Però, davvero: sono convinto che una delle chiavi del successo sta proprio nel saper conciliare sostenibilità ambientale e sviluppo economico e turistico.


Ma prima di lasciare la parola vorrei ancora provare a lanciare qualche spunto che a mio avviso possono rappresentare una chiave di sviluppo per il nostro territorio.


Ho detto prima che siamo una destinazione enogastronomica riconosciuta e riconoscibile in tutto il mondo. Se però guardiamo ai nostri benchmark –-- ad esempio Borgogna, Bordeaux o la più lontana Napa Valley --- ci rendiamo conto di quanta strada ancora dobbiamo fare.
Faccio un esempio: le cantine della Napa Valley producono il 60% del loro fatturato solo con i turisti!. Forse i nostri concorrenti sono ancora un passo avanti a noi. E credo che il loro primato sia dovuto in primo luogo al numero e alla qualità dei servizi che sono in grado di offrire ai turisti.

A parità di patrimonio agroalimentare (il nostro vino non ha certo nulla da invidiare a nessuno!), di qualità del paesaggio (che speriamo possa essere ulteriormente accresciuta dal riconoscimento UNESCO) e di sistema ricettivo, soffriamo la scarsità di opportunità di visita e di fare esperienza del territorio. Abbiamo difficoltà a rendere più appetibile e anche semplice la visita e il soggiorno dei turisti.

Uno degli assett su cui a mio avviso occorre puntare, ad esempio, è la capacità di cantine e produttori di essere propositivi, di partecipare attivamente alla “vita” del territorio.
Torno all’esempio della Napa Valley: bene, in questo è fortissima. Sono moltissime le cantine che propongono eventi e iniziative dedicate ai turisti durante tutto il corso dell’anno. Ma ovviamente non è solo compito delle cantine: il territorio e gli enti devono favorire questa dinamicità. Ad esempio sarebbe interessante formare nuove figure professionali dedicate al turismo del vino: gli animatori del vino, i wine entertainer.
Piemonte On Wine e Strada del Barolo, ad esempio, con i loro servizi e le loro iniziative stanno tracciando la strada. Ma occorre che il resto del territorio gli vada dietro.


E parlando di servizi mi vengono in mente quelli rivolti alle famiglie.
Per come la vedo io i servizi rivolti alle famiglie non soddisfano un target specifico, ma un’esigenza di tante tipologie di turisti. Sarebbe vincente per noi puntare su questo tipo di servizi. Cantine che propongono attività ai bambini, menu personalizzati, degustazioni di succo d’uva per i più piccoli durante le degustazioni guidate per i genitori. Un mondo ancora inesplorato per noi che potrebbe risultare vantaggioso nella competizione turistica e, di sicuro, un ottimo volano di immagine.

E poi c’è l’aspetto legato alla sostenibilità ambientale.
L’eco-turista è certamente un target ancora di nicchia. Ciò non toglie che i valori ambientali sono sentiti da tutti i turisti. Puntare su eco-sostenibilità non vuol dire necessariamente porre vincoli alle imprese, può voler dire anche solo fornire occasioni al turista per ridurre il suo impatto sul territorio. Il nostro paesaggio ben si adatta ad esempio alle forme slow di turismo: bike, trekking, nordic walking, sono pratiche ormai affermate sul mercato turistico. Ma perché la nostra diventi anche una destinazione slow occorre investire e credere in questo prodotto. Abbiamo già moltissimi itinerari e percorsi, le vigne possono diventare splendidi cornici per attività all’aria aperta. Mancano forse ancora i servizi collaterali perché queste forme di turismo possano affermarsi. Perché non provarci?

L’ultimo stimolo che vorrei lanciare è legato alle nuove tecnologie, al mondo del 2.0 (che ormai sta arrivando al 3.0).
Spesso mi scontro con operatori e istituzioni ancora troppo diffidenti. Il fatto che abbiamo poca dimestichezza con certi strumenti non vuol dire che anche i turisti ne abbiano. Il mondo là fuori è sempre più tecnologico e lo sarà sempre di più. Non possiamo aspettare che tutti i nostri concorrenti si adeguino a queste novità (che poi per certi versi non sono neanche più novità) e arrivare tra gli ultimi.
Le nuove tecnologie sono uno strumento efficacissimo di promozione e comunicazione (i social network non sono solo Facebook – comunque strumento quanto mai utile nella promozione turistica -, ma Twitter, 4Square, Gowalla per citarne alcuni). Ma sono uno strumento estremamente efficace e strategico anche per quanto riguarda l’offerta di servizi e di intrattenimento.
Pensiamo al mercato degli smartphone e dei tablet: è in continua crescita e fornisce enormi opportunità al mondo del turismo. E allora il wi-fi in albergo non deve essere un’optional a pagamento, non dovrebbe nemmeno essere promosso come servizio gratuito, ma incluso tra i servizi per cui pago una camera, come la tv o gli asciugamani!
Oggi il mondo comunica attraverso le nuove tecnologie e i social network: il vecchio passaparola (grande veicolo promozionale del turismo!) fatto di racconti ad amici e parenti del viaggio con tanto di serata di proiezione delle foto è sostituito dalla pubblicazione di un video appena girato dal belvedere di La Morra e postato su Youtube o sul profilo personale di face book. La nuova frontiera della comunicazione turistica è questa!
Ma se il territorio non da la possibilità al turista di essere il primo testimonial della destinazione, perdiamo un’opportunità grandissima, per di più a basso costo.

Infine: partiamo da quel che c’è, non inventiamoci altro!
Negli anni abbiamo saputo strutturare il nostro territorio al meglio. Adesso si tratta di far fruttare gli investimenti fatti e mettere in rete (scusate se insisto!) capacità e risorse.
Evitiamo, per carità, che ogni comune e ogni operatore continui a fare il proprio nuovissimo sito internet, il proprio nuovo materiale promozionale, la propria nuova segnaletica, il proprio nuove ed eccezionale evento. Mettiamo in rete le esigenze e troviamo soluzioni comuni.
So che la Strada del Barolo deve fare una nuova cartina del territorio e so che ne ha parlato con l’Unione di Comuni Langa del Barolo: hanno deciso di farla insieme, perché anche l’Unione aveva in mente di farne una! Questa è la strada: ciascuno avrà la soluzione al proprio bisogno, ma spendendo la metà!
Condividere strategie, obiettivi, informazioni, idee non è un modo per smascherarsi e dare un vantaggio all’altro, ma per crescere tutti insieme. Se ancora pensiamo che l’albergo vicino al nostro, il comune vicino al nostro, il museo vicino al nostro, la guida turistica che non sono io. Se crediamo ancora che tutti questi siano nostri concorrenti: beh, non andremo da nessuna parte. E questo incontro non fa per noi.
L’attualità ci sta insegnando che l’individualismo non porta a nulla. Ciò che sta cambiando il mondo, per tanti versi, è la capacità di fare massa critica, di condividere pensieri, idee, informazioni. Il personaggio dell’anno secondo il Time non è un leader carismatico o uno scienziato pluripremiato. No: è il manifestante. A testimoniare che nessuna individualità è più forte di un movimento di tanti, di un’ideologia e, nel nostro caso, di una destinazione."




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