mercoledì 12 settembre 2012

Le mie vacanze "digitali"



Nella mia vita ho avuto il privilegio di viaggiare molto  Da questo la dimestichezza nell'organizzare e nel gestire autonomamente vacanze per lo più itineranti. Ma quella di quest'anno è stata per me, volutamente, una vacanza "digitale", nel tentativo di comprendere fino in fondo quali vantaggi e quali ostacoli prova il turista moderno, quello del 2.0, quello social....

Due viaggi, altrettante mete: la prima, decisamente anomala, il Montenegro (e un pezzo di Bosnia). La seconda, più tradizionale, Stoccolma. L'occasione è ghiotta per provare anche dal punto di vista digitale 2 diversi mondi.

Partiamo dall'ultima, la Svezia e Stoccolma. Intanto l'organizzazione del viaggio, 100% web oriented. Prenotazione on line dei voli (con il sempre meno conveniente vettore low cost irlandese...). Prenotazione tramite app del pernottamento (questa volta provando un sistema recente, Airbnb, social commerce di appartamenti e stanze private). Reperimento informazioni di visita su siti (da quelli ufficiali ai blog) e tramite free app di Visit Stockholm. Nessuna guida turistica, nessuna telefonata, nessun passaparola da amici (al massimo sui social network).
Gestione del soggiorno altrettanto 2.0. Giravamo (eravamo in 2) con tablet dotato di app di visita (con info su percorsi, musei, monumenti, tariffe di ingresso) e cartina della città (non google map, ma app dedicata alla città).
Risultato: la fase di preparazione e organizzazione è stata snella, senza complicazioni, efficace. Tempi ridotti (anche per necessità), pagamenti on line (combattiamo l'evasione!) senza alcun intoppo, reperimento informazioni ottimale (abbiamo programmato le giornate prima ancora di arrivare a Stoccolma). Il soggiorno leggermente più complicato. Le app non erano ottimali, sia per completezza dei dati, sia per funzionalità. Il wi-fi di difficile reperimento (questa forse la sorpresa più grande) e non sempre di immediata accessibilità (protetto quando non a pagamento). Fatta eccezione per l'appartamento, ovviamente dotato di free wi-fi. In compenso molti servizi e siti turistici-culturali prevedevano l'interazione con il mobile (interessantissimo il ticket elettronico per i mezzi pubblici con lettura interfacciata mobile-mobile).
In generale un'esperienza positiva ma ancora in parte complessa.

Passiamo alla seconda meta, Montenegro (e Balcani). Un'autentica sorpresa. Considerate che il Montenegro è a tutti gli effetti una meta turistica emergente, solo da pochi anni aperta al mercato "occidentale" (da più tempo meta di turismo ex-sovietico e balcanico), poco conosciuta e decisamente irrisoria in quanto a estensione e sviluppo economico locale.
Per questo abbiamo affrontato la fase di organizzazione del viaggio in modo più tradizionale, affiancando allo strumento web quello cartaceo (lonely planet nello specifico). La gestione del soggiorno, con mia incredibile sorpresa, è stata invece all'80% gestita on line (anche in questo caso con tablet). Tutti i locali, i campeggi (viaggiavamo con tenda al seguito), i ristoranti, i punti di informazione turistica, persino molte spiagge e paesini erano dotati di wi-fi con accesso gratuito. Una sconvolgente sorpresa!
Stiamo parlando di un paese, il Montenegro, che vive principalmente di agricoltura e allevamento, con collegamenti stradali assolutamente scadenti (quando presenti), occupato per gran parte da rilievi collinari e montani, la cui capitale ha tanti abitanti quanto la Valle d'Aosta (170 mila) e il reddito medio annuo pro capite è di 7.000 dollari.
Bene, questo paese ha uno livello di sviluppo della rete digitale altissimo! Nell'area del Durmitor (Parco Nazionale a 2.500 metri di altitudine), praticamente disabitata (fatta eccezione per un paesone e un decina di paesini), era possibile accedere gratuitamente al wi-fi persino in un campeggio tanto spartano da farmi ricordare quelli del Ngorongoro in Tanzania.

Il tutto per giungere a tre conclusioni:

  1. il principale vantaggio promozionale per una destinazione nel favorire il turismo digitale non è dato dalla quantità di informazioni rese reperibili sul web prima della partenza, ma dall'opportunità di far condividere ai turisti informazioni una volta sul posto. Al mio rientro dal Montenegro tantissimi amici sono rimasti impressionati dalla bellezza dei luoghi (postati in loco su pinterest o facebook), sconosciuti ai più. Ciò non è accaduto per Stoccolma, dato che la possibilità di postare on line foto e commenti è stata decisamente ridotta.
  2. 
    Questa foto pubblicata su Facebook ha avuto 39 "mi piace" e 12 commenti nel giro di 24 ore
    
  3. organizzare un viaggio direttamente sul web non è del tutto facile. La dispersione di informazioni è eccessiva, i siti ufficiali (Visit Stockholm, Visit Montenegro) per quanto ben fatti (il primo soprattutto) sono ancora troppo istituzionali, le OLTA stanno perdendo di credibilità di fronte a nuovi sistemi (con airbnb l'esperienza per me è stata positivissima, al contrario dell'unica struttura prenotata dopo aver usato Trivago e consultato Tripadvisor) che però faticano ad affermarsi.
  4. l'Italia è un paese del terzo mondo. Nel confronto con la Svezia pare ovvio arrivare dietro. Ma con il Montenegro proprio no.....e invece, da questo punto di vista, la piccola porzione di balcani resasi indipendente non più di 6 anni fa, è anni luce avanti in quanto a diffusione della cultura digitale. Ne sono certo, diventerà un competitor del nostro Bel Paese nel giro di poco..... Qualche settimana fa, prima di partire, ascoltavo una discussione riguardo la difficoltà di far arrivare la banda larga nella zona collinare (pre-montana) detta Alta Langa. Oggi, ripensandoci, sorrido. Un sorriso amaro. 

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