Partecipiamo ad un bando pubblico per la stesura di un piano di marketing turistico per un territorio provinciale. Spediamo il dossier di candidatura e partecipiamo all'apertura delle buste "amministrative". Su otto concorrenti, sette vengono ammessi con riserva. Perchè il bando è scritto da cani. Ma questa è la solita storia.
Quello che mi fa trasalire è l'elenco dei concorrenti.
Su otto, tre società operano espressamente in campo turistico, come network di consulenti specializzati. Altre due sono agenzie per lo sviluppo locale che nei loro curricula hanno anche esperienza in materia di marketing turistico e territoriale. Fin qui, nulla da eccepire.
Ma se ad un bando di gara per la redazione di un piano di marketing turistico partecipano anche due società specializzate in programmi europei (con nessuna esperienza pregressa in campo turistico) e soprattuto un ente pubblico di indagine e ricerca finanziato da regione, province ed istituti bancari, mi consentirete di avere un sussulto, no?
Ci sono almeno due fattori che mi rendono perplesso.
Il primo. Possibile che questo settore sia frequentato da società che non possono definirsi in alcun modo professioniste del turismo? Che c'azzeccano esperti di bandi UE con il marketing turistico? Anche noi ci occupiamo di programmi europei, per carità, ma come mezzo attraverso cui ottenere finanziamenti per sviluppare progetti turistici. In questo caso stiamo parlando di progettisti per bandi europei, riguardino il turismo come la sanità....
Voi direte: libere di concorrere, tanto poi i requisiti richiesti dal bando li metteranno alle strette...macchè!! E' proprio il bando, per come scritto, che incentivava la partecipazione di questo tipo di società.
Ed è proprio questo che mi chiedo: perchè???
Il secondo. E' la solita vecchia storia. Solo in questo paese è permesso a società a partecipazione pubblica (pagate quindi in parte dai contribuenti) di concorrere con il sistema privato per ottenere fondi pubblici (pagati quindi dai contribuenti). Cioè, noi dobbiamo giocarcela con un ente che per una parte è partecipato da chi emette il bando e ne valuta le candidature. Ma è normale? E' come dire che un ATL (o APT a seconda delle regioni) concorra all'affidamento della gestione di un museo pubblico.....ah no, scusate, è già successo. E in quell'occasione ha anche ottenuto l'affidamento. Alla faccia nostra. E dei contribuenti.
Per la cronaca le valutazioni sulle candidature al bando non sono ancora state formulate. A giorni sapremo gli esiti. Ma in questo post il risultato è secondario (ma non scontato.....).
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